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LA MAFIA NON ESISTE

di Nicola Saponaro

 
 
20170203
 

LA MAFIA NON ESISTE

 
Nicola Saponaro
 
Dramma civile
 
Il lavoro inizia con brani di intervista del giornalista G. Bocca al Generale Dalla Chiesa ed ha come argomento l'attività della mafia che ha allargato i suoi obbiettivi al mondo della politica...
 
 
NUMERO COMPLESSIVO DI PERSONAGGI

8 (sei uomini e due donne)

NUMERO DI COMPARSE / FIGURANTI

uno, il fisarmonicista, più le voci registrate del giornalista, del pentito e del ministro

 
TIPOLOGIA PERSONAGGI

IL CAPITANO: Carlo Alberto Dalla Chiesa
LA RAGAZZA: testimone
IL DOTTORE: colluso con la mafia
IL BRIGADIERE: rozzo, poco svelto
IL MARESCIALLO: rozzo, violento, ma rispettoso della legge
LA FIDANZATA: vigliacca e omertosa
IL GABELLOTTO: strafottente, omertoso
D'AMORE ANTONIO: detto Nuvolari, proprietario dell’auto con cui è stato portato via Placido Rizzotto.

 
 
SINTESI DEL TESTO

Il lavoro inizia con brani di intervista del giornalista G. Bocca al Generale Dalla Chiesa ed ha come argomento l'attività della mafia che ha allargato i suoi obbiettivi al mondo della politica. La lotta alla mafia è stata sempre persa da tutti quelli che si sono impegnati, per toglierle il potere bisogna scoprire il mandante dell'assassinio, a Corleone, del sindacalista Placido Rizzotto avvenuto nel 1948.

La rappresentazione inizia quando una ragazza che dichiara di aver assistito ad un omicidio, viene ricoverata in ospedale; apparentemente non viene creduta dal medico che la interroga con gentilezza per sapere cosa abbia veramente visto. Viene sedata poi dichiarata pazza visionaria e praticamente detenuta. Intanto alla locale caserma dei carabinieri è giunto un nuovo comandante che viene deriso e sottovalutato dai due carabinieri già presenti nella stazione. In seguito all'arrivo di una lettera anonima viene fermato il Gabellotto, curatore delle terre dei latifondisti richieste dai senzaterra difesi dal sindacalista Placido Rizzotto. Anche la fidanzata del Rizzotto , convocata in caserma, parla di questa “esaltazione “dell'uomo ora scomparso, ma accusa i senzaterra ed esalta l'azione di Salvatore Giuliano.a Portella della Ginestra. Intanto il Gabellotto viene interrogato, ma, anche sottoposto a tortura, non parla: solo il capitano riesce a strappargli il nome del mandante: Luciano Leggio. Viene quindi fermato Antonio D'Amore proprietario dell'auto che ha portato i mafiosi sul luogo dell'agguato, ma anche lui si rifiuta di collaborare. Il capitano è in possesso di una registrazione in cui appaiono i precedenti malavitosi del D'Amore.

Il Capitano prepara una trappola: facendo un serrato interrogatorio ai due mafiosi detenuti fa credere loro che, sottoposti a tortura, separatamente, hanno collaborato, Arriva così la confessione e il nome del mandante: il dottore. Questi viene arrestato e portato in caserma ma accusa i carabinieri di seguire una falsa pista e ciò è confermato dalla fidanzata del Rizzotto che parla di un amante focoso e geloso. Arriva una telefonata del Ministro dell'Interno che, fingendo di congratularsi con il Capitano, gli consiglia di lasciar perdere. La ragazza testimone muore improvvisamente a causa di una iniezione di veleno fatta per errore da un'infermiera. Il dottor Navarra si dichiara costernato, ma non viene neppure indagato, né processato. Il D'Amore viene rinvenuto all'Ucciardone con la gola tagliata, gli altri indagati vengono assolti per insufficienza di prove. Il Capitano viene spedito a Milano con un altro incarico.

Ancora una volta la lotta alla mafia l'hanno persa tutti.

 
VALUTAZIONE

“Un giallo rovesciato” come scrive Giorgio Bocca che affida alla musica una funzione di commento e raccordo tra le diverse fasi non di un semplice spettacolo, ma di una indagine poliziesca e relativo processo sul palcoscenico.

La scena è costituita da una pedana centrale sulla quale si aprono delle porte, a destra, a sinistra e al fondo, e rappresenta con crudo realismo l’interno della caserma dei carabinieri dove si alternano i vari personaggi sui quali le luci di scena amplificano la focalizzazione. La narrazione scorre molto veloce e gli spettatori sono coinvolti nel ritmo serrato delle indagini. Il teatro di Saponara può benissimo appartenere al teatro della memoria e dell’impegno civile e segue le orme di Sciascia e Giuseppe Fava.

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