Archivio storico festival GAD

 
 
Domenica 21 Settembre 2014
Ore 21
Teatro Rossini
 

La dodicesima notte ovvero "quel che volete"

 
William Shakespeare
 
Luigi Lunari
 
Accademia Teatrale F. Campogalliani
 
Mantova
 
gad 2014 la dodicesima notte cover big

Informazioni aggiuntive

  • Compagnia - Accademia Teatrale F. Campogalliani
  • Regia - Luigi Lunari
  • Autore - William Shakespeare
  • Città - Mantova
  • Provincia - Mantova
  • Categoria Spettacolo - In Concorso, Commedia
  • Annualità - 2014
 
 
PERSONAGGI E INTERPRETI

ORSINO duca di Illiria - Diego Fusari
VIOLA/CESARIO - Alessandra Mattioli
SEBASTIANO fratello di Viola - Luca Genovesi
FESTE buffone - Michele Romualdi
OLIVIA contessa d’Illiria - Valentina Durantini
MALVOLIO maggiordomo di Olivia - Adolfo Vaini
SIR TOBIA zio di Olivia - Giancarlo Braglia
SIR ANDREA corteggiatore di Olivia - Claudio Madoglio
MARIA cameriera di Olivia - Martina Ginelli
MADAMA FABIANA al servizio di Olivia - Giovanna Bertoli
VALENTINO al seguito del Duca - Andrea Codognato
CURIO al seguito del Duca - Andrea Frignani
ANTONIO amico di Sebastiano - Salvatore Luzio
CAPITANO DELLA NAVE - Ettore Spagna

 

 

DIRETTORE DI SCENA - Lorenza Becchi, Annalaura Melotti
SCENE - Diego Fusari, Daniele Pizzoli
COSTUMI - Francesca Campogalliani, Diego Fusari
LUCI ED EFFETTI SPECIALI - Giorgio Codognola
SCELTE MUSICALI - Nicola Martinelli
MUSICHE ORIGINALI - Michele Romualdi
TECNICI LUCI E MUSICHE - Massimiliano Fiordaliso, Matteo Bertoni, Ermanno Balestrieri
REALIZZAZIONE COSTUMI - Sartoria Teatrale Costapereira
REALIZZAZIONE SCENE - Falegnameria Busoli

 
 

DICE IL REGISTA: “Metto in scena Shakespeare perché nel 2014 ricorre l’anniversario della sua nascita, il 1564, ma la scelta de La Dodicesima notte nasce dall’intenzione di proporre, tra tutte le commedie, quella che è parodia di altre commedie di Shakespeare e potrebbe per complessità e struttura rimanere l’ultima nella creazione. I personaggi sono folli, senza saperlo, per questo il ritmo è frenetico.

Il testo si muove continuamente sulle note della violenza, che però si sublima nella vena ironica del linguaggio shakespeariano.

 

L’ho immaginata senza tempo e luogo, come una ballata dell’autore, che nella commedia prende le vesti di Feste, il matto arguto e saggio, trasformato in un cantastorie alla fine del suo viaggio. Ed ecco che costumi (così come le scene) non hanno epoca, ma presentano fogge vagamente classicheggianti con alcuni elementi che riconducono alla modernità; così pure la traduzione di Luigi Lunari propone un linguaggio moderno e attuale. La commedia inizia proprio con il cantastorie Feste, che racconta di una tempesta, quasi collegandola a un’altra opera famosa La tempesta, come se ci fosse un preludio della conclusione (quella dell’esperienza teatrale di Shakespeare).....”

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