SINTESI DEL TESTO
La vicenda si svolge in Danimarca, in un alloggio improbabile e privo di qualsiasi mezzo di conforto dove è confinato il protagonista, lo scrittore Cèline, per alcuni anni della sua vita.
L'antefatto è dato dalla condanna a quel confino per la sua condotta antisemitica e filonazista. Quello che avviene in una sola giornata all’interno di quel tugurio è costituito da una miscellanea intelligente di realtà, ricordi e fantasia. I personaggi reali sono lo scrittore e sua moglie, gli altri sono ricordi, suggestioni e rifiuti. Anche lo stesso “giovane” che all'inizio può sembrare un vero interlocutore, con argomentazioni reali, si trasforma in una specie di alter ego fino a confondersi nelle nebbie dei ricordi nel finale.
VALUTAZIONE
Una sorpresa inaspettata. L’amarezza e l’inquietudine dello scrittore in esilio, deluso e trincerato dietro al suo modo di fare scontroso, emergono nel dialogo con il giovane e misterioso estimatore.
Il testo offre un’occasione per riflettere sulla memoria e sul passato, per avvicinarsi a un personaggio storico che ha vissuto drammaticamente la prima metà del Novecento e che porta nella sua anima i residui bellici e il disincanto verso la vita. Un personaggio che vorrebbe invitare se stesso e gli altri alla rabbia più che alla tristezza, pur cedendo, soprattutto verso il finale, ad essa. Il giovane – che sia reale o un personaggio immaginato dallo stesso Cèline non ha importanza – ci invita “a scambiare due parole” con i grandi di un passato non troppo lontano, a interpellare pagine di storia e letteratura per interrogarci sulla vita e sul mondo, per rinascere e farlo rinascere. Le precise indicazioni registiche permettono di immaginare nel dettaglio la costruzione dello spettacolo.


