78a Edizione Festival GAD Pesaro

 
 
 
Venerdì 18 Ottobre
Ore 21
Teatro Rossini
 

Uomini e topi

 
John Steinbeck
 
Marco Lombardi
 
“Giardini dell’Arte”
 
Firenze (FI)
 
Uomini e topi

Informazioni aggiuntive

  • Compagnia - “Giardini dell’Arte”
  • Regia - Marco Lombardi
  • Autore - John Steinbeck
  • Città - Firenze
  • Provincia - FI
  • Categoria Spettacolo - In Concorso
  • Annualità - 2024
 
 
INTERPRETI E PERSONAGGI

GEORGE - Lorenzo Lombardi
LENNIE - Aldo Innocenti
SLIM - Marcello Sbigoli
CURLEY - Raffaele Totaro
MOGLIE DI CURLEY - Anna Serena
CANDY - Lorenzo Bittini
IL PADRONE - Massimo Blaco
CURLSON - Gianfranco Onatziro’ Obinu

 
CAST TECNICO:

Assistente alla regia: Sandra Bonciani
Musiche originali: Marco Simoni
Costumi: Fiamma Mariscotti
Disegno luci: Silvia Avigo
Scenografia: Lorenzo Scelsi

 
 

“ Spesso i progetti, anche i più buoni, che fanno i topi e fanno gli uomini, finiscono in niente, e in luogo della gioia, restano soltanto dolore e stenti”

John Steinbeck, premio Nobel per la letteratura e autore di romanzi quali “Furore” e “La valle dell’Eden”, prese spunto dalla poesia di Robert Burns per raccontare il suo “Uomini e topi”, dove tutto risuona di minaccia e fallimento. Fin dall’inizio si convive con il presentimento del dramma e con un senso di tragedia inevitabile in un’atmosfera gonfia di tensione, dove il sogno portato avanti dai protagonisti, è destinato a svanire, a restare un miraggio di libertà, un paradiso impossibile.

 

George e Lennie, braccianti stagionali nella California della grande depressione, portano avanti con fierezza la loro inscindibile amicizia, che in un mondo di deprimenti solitudini, costituisce una commovente eccezione: “ I tipi come noi sono le persone più sole al mondo... Noi invece è diverso, perché io ho te e tu hai me”.
George è la mente pensante, Lennie ha la testa di un bambino e un corpo poderoso, incapace di dosare la forza delle sue carezze.
Il rumore dello scorrere del fiume Salinas e i profumi della natura circostante, fanno da sfondo a una storia cruda e drammatica, un’allegoria dell’emarginazione degli ultimi.

 

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