Amici della Prosa

NEL CENTENARIO DELLA MORTE DI ERCOLE LUIGI MORSELLI

Il 2021 non è soltanto l’anno del Sommo Dante: è anche l’anno in cui si celebra il Centenario della morte di un grande poeta e drammaturgo italiano: Ercole Luigi Morselli, nato a Pesaro il 19 febbraio 1882 e morto a Roma il 16 marzo 1921.

Nella prefazione al volumetto Ercole Luigi Morselli. Il poeta del teatro e della vita (collana Teatro di Marca, Pesaro, Metauro edizioni, Collana Teatro di Marca-Gad Festival, 2010) l’autrice Lucia Ferrati scrive:

Tra i grandi scrittori dimenticati di un vasto Novecento letterario ancora sommerso, Morselli è uno dei pochi ad essere uscito da un totale oblio grazie al ritrovamento delle sue carte autografe (oggi conservate nel Fondo Morselli presso la Biblioteca Oliveriana di Pesaro) e alla pubblicazione del volume Ercole Luigi Morselli, Vita e Opera a cura di L. Ferrati e V. Bartoloni Meli (Firenze, La Nuova Italia, 1993).

Se la sua prosa ancora attende nuova e significativa indagine, allo stesso modo resta opera di nicchia la sua drammaturgia, approdata raramente o per nulla sulle scene italiane.

Eppure, attorno agli anni Venti del secolo scorso, Morselli fu salutato come il massimo Poeta del teatro italiano e unica alternativa - in senso antieroico - al modello dannunziano per gli osannati capolavori di Orione e Glauco. Pubblico e critica, nonché registi e attori (tra cui Annibale Ninchi, Virgilio Talli ed Eleonora Duse) furono concordi nel premiare la novità del suo discorso teatrale, capace di ridefinire la grammatica del mito antico attraverso un convincente, originale equilibrio tra scrittura classica e moderna, lirica e verista, tragica e comica.

Ad ogni pagina, ad ogni appunto, ad ogni disegno dell’autore è sottesa, infatti, una sottile, amara ironia filosofica tutta novecentesca; quella stessa che intreccerà le sorti della sua breve vita.

Ed è proprio la sua vita - errabonda, sventurata e straordinaria -, a rivelarsi la sua più grande opera d’arte: e come per ogni altro eroe tragico (così come per Glauco, scoperta proiezione autobiografica), essa si consuma nella ineluttabile parabola che parte dalla hýbris per concludersi, dolorosamente, nella némesisdel protagonista.Sembra che l’infelice destino dello scrittore pesarese sia stato determinato, oltre che da tragiche e inevitabili fatalità, anche dalla tenace volontà di costruirsi anch’egli, come tanti artisti del suo tempo, una vita “inimitabile”.

Ercole_Luigi_Morselli.jpg

Dalla giovinezza dissoluta e scapigliata vissuta nel cenacolo fiorentino con Alfredo Mori, Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini al viaggio in Africa e in America Latina con Federico Valerio Ratti, dalla fuga d'amore con l’aspirante pianista romana Bianca Bertucci (figlia di Costantino Bertucci, uno dei maggiori mandolinisti italiani), alla dura e spietata gavetta nell'ambiente giornalistico romano, dal pellegrinaggio per le “corti” teatrali ed editoriali e poi, malato di tisi, per i sanatori italiani alla prigionia per diserzione, dai trionfi teatrali fino alla prematura morte, l’odissea biografica e letteraria di Morselli sembra riassumere in sé tutti quei “luoghi” di una topica esistenziale e ideologica in cui si identificano (da Baudelaire a De Musset, da Campana a Gozzano) tanti protagonisti delle lettere fin dusiècle.

Ma sotto l’impegno puramente letterario fatto di continua ricerca e di dedizione assoluta, c’è in Morselli un impegno morale: e proprio da questo complesso rapporto tra estetica ed etica sembra derivare la difficoltà di definire esattamente l’uomo/artista quale è e quale vorrebbe essere.

 In questo senso la sua è figura di poeta romantico propenso a vivere più di sogni che di realtà, ma che invece, per grottesco contrappasso, ha dovuto rinunciare a quei sogni, a quelle “fughe” costretto a repentini e irreversibili “ritorni”. Così, mentre il viaggio della giovinezza, con le sue esperienze mitiche, rappresenta il prima, il tempo dell’innocenza, che ha originato le visioni della sua scrittura, il nostos, il ritorno alla realtà quotidiana, è il dopo, il tempo dell’attesa, della vigilia, della disillusione, unicamente confortato dal sogno d’arte e di gloria. Che si realizzerà, certo, ma troppo tardi.

Personaggio del secolo scorso, ma modernissimo nei contenuti, Morselli verrà celebrato, nel suo Centenario, con un evento speciale, che si terrà nel mese di Ottobre 2021 a cura dell’Associazione Amici della Prosa, nell’ambito del 74ma edizione del GAD Festival Nazionale d’arte drammatica.

 

Pubblicato in Notizie
0 commento