Amici della Prosa

IL SALUTO DEL DOTTOR GIOVANNI PACCAPELO

Dopo vent'anni come Presidente dell'associazione Amici della Prosa, Giovanni Paccapelo lascia la carica in favore di Maurizio Sebastiani, assumendo quella di Presidente onorario. Vent'anni al servizio della comunità teatrale e della città, che il Presidente onorario vuole ricordare con un saluto rivolto all'associazione, alle compagnie e a tutti coloro che hanno contribuito a portare avanti la tradizione teatrale del Festival d'Arte Drammatica.


Tempus fugit. Sono volati in un soffio questi venti anni dedicati, dopo la conclusione della mia vita professionale, al servizio della città, dei concittadini e del teatro amatoriale di tutt’Italia per i quali esprimo innanzi tutto la mia gratitudine all’amministrazione comunale; da quando l’allora Sindaco Oriano Giovanelli mi invitò a dar sistemazione ad una iniziativa già storica qual’era il Festival nazionale d’Arte Drammatica costituendo un’apposita Associazione che sarebbe stata gli Amici della Prosa; grato poi a Sindaci e Assessori che si sono succeduti nel corso di questi vent’anni, fino agli attuali Matteo Ricci e Daniele Vimini che hanno voluto omaggiarmi con la creazione della figura di Presidente onorario.

Ma una speciale gratitudine va a coloro che mi hanno fatto innamorare del teatro amatoriale, da Eva Franchi che mi introdusse al mondo dei registi e capocomici, da Claudio Sora amico di tante serate con i suoi racconti sui compagni di palcoscenico, da Jader Baiocchi e mia sorella Paola che mi aiutarono a realizzare il sogno di portare il teatro nelle aule scolastiche creando il Progetto Teatrascuola, da Anna Ossani con la quale ideammo la collana Teatro di Marca che ha portato alla pubblicazione di ben 17 volumi sul teatro marchigiano, da Maricla Boggio con la quale portammo a Pesaro tanti scrittori contemporanei di opere teatrali, vincitori della Targa SIAD, Società Italiana Autori Drammatici e con la quale ideammo il nostro Circolo di lettura sulla drammaturgia italiana contemporanea dal quale è poi nato il Premio Antonio Conti, da Mario Melani con il quale ideammo, a ricordo di glorie pesaresi, tante splendide serate tra prosa, musica e canto, fino ad Arnaldo Ninchi che ci è stato vicino per iniziative significative tra cui la rivisitazione teatrale di Ruggero Ruggeri, e fino a Tullio Solenghi che mi ha incoraggiato e sostenuto a livello nazionale ed è rimasto grande amico del Festival.

Un pensiero affettuoso e grato va ai tanti amici che mi hanno accompagnato con passione e dedizione in questa bella avventura: Ortensio Rivelli, a lungo Vice Presidente, e poi Leonardo Luchetti, Ivo Scherpiani, Giulio Cotignoli, Lorenzo Paolucci, Gabriele Cambrini, Stefano Magi, Vittorio Cassiani, Giorgio Ricci, Carlo Pagnini, Lucia Ferrati, Claudia Rondolini, Ivana Baldassarri, Giuliano Albini Riccioli, Giovanna Donatini, Gigliola Gori e, in anni più recenti, Cristian Della Chiara, subentrato nel 2013 come direttore artistico all’amico Claudio Sora, nonché Francesco Corlianò, Camilla Murgia, Giuseppe Esposto e Tommaso Cocon, ora autentiche figure chiave di interi settori d’attività.

Gli anni trascorsi, il venir meno delle energie e i non trascurabili danni dell’età, ma anche i cambiamenti sociali ed i mutamenti nel gusto degli spettatori, l’uso intenso di supporti informatici e dei social, il non condiviso prevalere della comunicazione (parlare) sui testi e sulle interpretazioni (fare), rendono indispensabile un passaggio di consegne che è prima di tutto generazionale. Al nuovo Presidente, che possiede grande esperienza nella gestione di iniziative culturali, ed al Consiglio, appena costituito con nuove energie, vanno i miei più sinceri auguri di rinnovati successi; un auspicio di vita lunga, felice e ricca di soddisfazione va all’Associazione Amici della Prosa, punto di riferimento culturale della città che necessita, ora più che mai, dell’attenzione e dell’impegno costante di tutti i Soci. Ai rinnovati programmi confido di poter esser vicino nella nuova veste di Presidente onorario, un ruolo da inventare e da scoprire strada facendo, in un momento in cui l’associazionismo affronta una nuova sfida per un necessario movimento di rinascita della vita culturale dopo le enormi difficoltà ed i danni prodotti dalla pandemia.

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